Author Archives: Claraz

Spiagge di confine

zcVYnplgPUyL816KVslkX2Qr2bf7hpVQK8vkYUwwywE=--ambulante_spiaggiaSpiagge luoghi di confine. Storicamente limbo di transizione tra terra e mare, tra culture differenti, tra genti, sapori e costumi. Oggi nelle spiagge affluiscono però anche altre differenze, forse mai così stridenti: quelle tra ricchi e poveri, tra lusso e miseria.

La disuguaglianza sempre crescente delle nostre società trova uno dei suoi simboli più efficaci proprio nei nostri litorali. Luoghi di vacanza o di lavoro, qui si incontrano stranieri di ogni dove: ragazzi senegalesi vendono borsette finto Made in Italy a giovani russe dai lunghi capelli biondi, marocchini rifilano occhiali a tedeschi in panciolle, donne filippine massaggiano i piedi di grosse austriache addormentate sotto l’ombrellone. Si suda, in spiaggia: è il sudore di chi lavora sodo alla propria aragostea abbronzatura contro quello di chi, carico di borsoni, oggetti, drappi, macina chilometri sulla sabbia rovente, per sopravvivere. Sudano i venditori ambulanti che scappano da guardie manesche, sudano i vigilantes che li rincorrono.

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Se i beni culturali diventano mali privati

8438284368_1110b30ffdAnnunciando il ritorno dei Bronzi di Riace al museo di Reggio Calabria, il ministro Bray si lancia in un entusiastico encomio della cultura made in Italy, facendo notare che la cultura è l’Italia e che la cultura deve mostrare i nostri valori migliori che sono appunto quelli di saper includere, di saper difendere alcuni valori. La sua convinzione è infatti quella che l’Italia, ricca di tesori d’arte, debba mettere proprio la cultura al centro; e il cambiamento sta nella volontà di affidare alla cultura il compito di mostrare un differente modo di essere dell’Italia rispetto alla valorizzazione del proprio patrimonio. 

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L’apartheid alla svizzera

immigrazione clandestina in spagnaLe autorità svizzere hanno emanato un provvedimento restrittivo con cui vietano ai richiedenti asilo di frequentare luoghi pubblici quali cortili scolastici, piscine, biblioteche, parchi giochi o chiese. Una lista di exclusion zones che comprende ben 32 tipologie locali, in quella che pare essere l’ennesima forma di discriminazione contro gli immigrati nel continente “civilizzato”.

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Tu vuo fa lu veneziano

Celentano è proprio arrabbiato per questo distillato “assassinio perpetrato alla città di Venezia”. Per sfogarsi sceglie le pagine del Fatto Quotidiano, prendendosela con Zaia, con Paolo Costa e con il vario sindacume che si è alternato sulla poltrona del comune veneziano negli ultimi anni. E ha perfettamente ragione.

Ogni voce critica che si leva contro l’attuale e passata gestione politica della città lagunare ed in particolare contro la follia autodistruttiva delle grandi navi è positiva, e utile. Anche solo perché squarcia per un istante il velo di omertà e di silenzio che circonda il tema, di rilevanza economica troppo strategica per essere apertamente dibattuto. Sono poche parole, niente di nuovo: nella sua perfetta assurdità tutto è già noto, già denunciato. E già ignorato. Ma una sgridata in più certo non guasta.

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Il muro marocchino della vergogna

saharawi_flag_500Più di 2.720 km di lunghezza, a circoscrivere una zona militare costellata da bunker, fossati, reticolati di filo spinato e disseminata di mine antiuomo (da uno a due milioni, secondo le stime del Journal of Mine Action). Il campo minato continuo più esteso del mondo, intorno a quello che è il muro più grande del mondo dopo la Muraglia cinese. E probabilmente solo pochi di noi ne hanno mai sentito parlare.

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Shopping, mon amour!

Luglio 2013. Siamo a New York, è sabato e in fila sull’asfalto torrido, da ore, ci sono 120 privilegiati in febbrile attesa che l’evento dell’anno abbia inizio. In realtà non è che sappiano proprio perché sono lì…Tutto ciò che sanno è che stanno per partecipare all’evento unico-irripetibile-special-one time only ideato da quella volpe di Alexander Wang.

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DissolVenezia

17383928Quando un buon regista vuole restituire l’idea di un lento passaggio verso l’indefinito, inserisce tra i fotogrammi una bella dissolvenza verso il nero. L’immagine svapora, perde i confini, i movimenti dei protagonisti scompaiono e avanza il nero, il nulla… Da qualche tempo il potere a Venezia sembra aver previsto la propria svaporante uscita di scena, e attiva i suoi circuiti di dissolvenza… Da un lato mostrando una nulla propensione a programmare per il futuro qualcosa di decente, lungimirante, dall’altro mostrando l’indifferente aggressività dispotica di chi prevede il proprio inevitabile collasso. E così i vigili urbani di Venezia sono divenuti sempre più aggressivi, ossessionati, le municipalizzate come l’Actv vacillano tra il caos e la militarizzazione del controllo, da un lato l’arroganza del Gabbiotto sul campanile e dall’altro la minaccia di sfratto del mercato di Rialto o di frammenti dei suoi tradizionali plateatici. Multano l’aria per far cassa questi tutori della dissolvenza. Non pensate sia normale. Normalmente i vigili urbani, il braccio multante della legge, lavorano in un solco arginato dal patto sociale tra potere politico e cittadinanza, le misure di tolleranza vengono loro impartite dalla giunta comunale, che ‘dirige’ le funzioni del corpo (legge 7 marzo 1986 n.65). Oggi invece, costoro agiscono sguainati, minacciano, arrestano, si rendono -con indifferenza ostentata- odiati dai più. Ciò perchè chi li comanda non ha più ragione di tutelarsi dall’odio popolare, si sente in dissolvenza, e così agisce astiosamente, impunemente. Cada al più presto la giunta Orsoni, nulla è più pericoloso di un potere in dissolvenza.
di Ghg.13

Immagine fotocommunity.it


Sigonella ceduta ai pa-droni

804px-Global_Hawk_1L’ennesimo regalo dell’Italia alle forze armate Made in Usa si chiama Ags (Alliance Ground Surveillance), un programma da realizzare entro il 2017 che trasformerà la base siciliana di Sigonella nell’avamposto militare americano più fornito per tenere sotto stretto controllo il “nemico” nordafricano, a pochi chilometri di distanza. Dopo il Muos di Niscemi, ecco venti nuovi droni ed un rinforzo di quasi mille soldati: questo il prezzo che l’isola delle arance deve pagare per la sua posizione sfortunatamente strategica.

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La partita truccata di Colf

Minimal-List-Trapanese-Max-Bansky-Street-Art-06Incontro A. una sera d’estate. Siede al tavolino di un bar, accanto al suo compagno e sorseggia quello che, a giudicare dal tono di voce troppo acuto, non è il suo primo prosecco. Ha la faccia stanca, lo sguardo assente. Chissà dove ha dimenticato i suoi 24 anni. “È venerdì”, si giustifica con un sospiro. Le chiedo cosa fa, nella vita. Sono molti anni che non ci vediamo. Dopo estenuanti ricerche ha trovato un posto come segretaria/contabile in un ufficio della zona, con contratto di apprendistato e non pochi straordinari. Ne parla come di una conquista, nonostante molti suoi colleghi siano stati lasciati a casa per la “crisi” ed ora anche il suo posto vacilli. “Pensa che prima”, mi dice, “ho fatto la colf”. Il suo volto d’un tratto si anima, scaldato dal bisogno impellente di raccontare, di sfogare in qualche modo la rabbia.

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L’esercito smarrito

esercito-di-silvio“Assoooltooo!!”. È questo l’urlo troppo affrettato che scatena la festa sovraeccitata dello sparuto esercito di Silvio, una ventina di persone radunate in piazza del Gesù. Mentre il loro idolo viene condannato in via definitiva, essi festeggiano un’assoluzione inesistente. Gridano, sventolano bandiere, cantano, sollevano le braccia al cielo.

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